La
struttura, costruita negli anni '50 come troticoltura commerciale
dove si allevavano le trote Iridee (di origine americana) destinate
al consumo alimentare, si trova ai margini dell'abitato di Cantiano.
L'impianto è alimentato dalle acque del Torrente Bevano,
pregevole affluente del Fiume Burano che scende dal Monte Catria
apportandovi purissime linfe. Nel 1996 è stata acquistata
dall'Amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino in collaborazione
con il Comune di Cantiano. Da allora, grazie alla collaborazione
di tecnici specializzati e all'importante contributo operativo
delle Guardie Ittiche Volontarie, si svolgono le varie fasi
produttive della trota Fario.
Tutto
il materiale prodotto è destinato al ripopolamento delle
acque montane delle province di Pesaro e Urbino ed Ancona. Durante
i mesi tardo-primaverili di ogni anno si effettua la
semina delle trotelle
(4 mesi di vita e 4-6 cm di lunghezza) in molti corpi idrici
vocati a salmonidi delle due province marchigiane. Soltanto
una piccola parte della produzione rimane in accrescimento e
immessa adulta (2 anni di vita), in occasione dell'apertura
della pesca alla trota nei fiumi e torrenti della Provincia
di Pesaro Urbino e successivamente nelle Zone Regolamentate
dei fiumi Burano e Bosso.
Recentemente,
in collaborazione con l’Università Politecnica
delle Marche, l’attività dell'impianto persegue
gli ambiziosi obiettivi di selezione genetica della specie in
base alle ricerche scientifiche che hanno accertato la biodiversità
ittica della trota nelle Marche. Inoltre, dopo un adeguato ammodernamento,
il sito ha conseguito anche valenza didattica, ospita gruppi
e scolaresche per visite
guidate nell'impianto ed è inserito in percorsi
di educazione ambientale dell’entroterra pesarese.