Fasi produttive della Trota Fario

La spremitura dei riproduttori inizia in genere a metà Dicembre, accertato periodo di completa maturazione, e si esegue in diverse sedute fino al definitivo vaglio degli stessi, salvo raggiungimento della capienza dell'incubatoio. La squadra è composta da 8-10 persone tra tecnici specializzati e Guardie Ittiche Volontarie. La prima laboriosa operazione avviene all’interno delle vasche che ospitano il parco riproduttori, diviso tra maschi e femmine, comprendente trote già risiedenti in impianto da diversi anni, anche del peso di alcuni chilogrammi, ed altre più giovani provenienti da campagne di recupero nei torrenti della provincia. Vengono selezionati gli esemplari giudicati maturi, che vengono quindi issati e stabulati nell’area allestita per i lavori, un ulteriore passaggio in contenitori addizionati con anestetico permetterà una facile manipolazione e agevole rilascio del prezioso contenuto, inoltre il rallentato metabolismo consentirà alle trote di affrontare meglio l’intervento.

Le femmine vengono spremute operando massaggi del ventre, centinaia di uova sgorgano copiose dall’orifizio genitale e vengono raccolte in bacinelle preventivamente disinfettate. Ottenuta una certa quantità di uova all'interno del contenitore, queste vengono subito cosparse con lo sperma di uno o più maschi, anch'essi anestetizzati, molto più facilmente stimolabili per l'ottenimento del prezioso liquido. Le uova sono cautamente mescolate e riposte al riparo da luce diretta in attesa di essere portate nell'incubatoio. Nel frattempo i riproduttori spremuti, dopo gli interminabili istanti fuori dal loro elemento liquido necessari per l’operazione, sono immediatamente depositati in capienti contenitori con costante ricambio di acqua, dove possano riprendersi pienamente dall’anestesia prima di reimmeterli nelle vasche. Si procede con particolare cura e celerità, gli esemplari spremuti liberano spazio ad altri che man mano sono salpati dalle vasche, i gruppi di lavoro continuano così coordinati, riuscendo a selezionare e spremere anche svariate decine di esemplari durante una seduta.

Inizia quindi la sistemazione nel locale adibito a incubatoio. Dopo delicati lavaggi le uova vengono collocate sugli appositi telai metallici, contenuti all’interno di vasche in vetroresina. L'impianto idraulico che equipaggia l'incubatoio fornisce acqua corrente a temperatura costante e ossigenazione controllata mediante dispositivo turbosoffiante. Per ottenere la schiusa delle uova saranno necessari circa 450 gradi/giorno, significa che con acqua a temperatura di 10 gradi occorreranno circa 45 giorni, in acque più fredde il periodo di incubazione sarà più lungo, viceversa in acque più calde. L’ambiente viene periodicamente disinfettato e le uova sono selezionate togliendo quelle morte (di colore più chiaro) che potrebbero favorire il propagarsi di malattie e muffe. L'embrione crescerà fino a fuoriuscire dall'involucro che lo conteneva. La minuscola larva cadrà attraverso i fori del telaio e, alimentata dal sacco vitellino, si svilupperà fino a riuscire a nuotare autonomamente nell'acqua profonda alcuni centimetri.

A schiuse completate i telai vengono rimossi e le vasche sono accuratamente pulite dai detriti mediante sifonamento, trascorreranno 4-5 settimane prima che gli avannotti assorbano completamente il sacco vitellino, assumendo forme definitive, sviluppando dapprima gli occhi e successivamente l'apparato boccale. Seguirà la fase di svezzamento, che avrà la durata di alcuni giorni. Le minuscole trotelle verranno stimolate a cibarsi con piccole e continuative dosi di appositi mangimi micronizzati, sparsi sulla superficie di tutta la vasca per consentirgli di alimentarsi con il minimo sforzo. Quando anche gli individui ritardatari avranno completato lo svezzamento, la cibatura si effettuarà tramite apposite mangiatoie a nastro, con dosi e dimensioni di mangime crescenti. In attesa di portarli nei loro ambienti naturali si stimeranno infine le quantità in ogni singola vasca dell’incubatoio, stabilendo i siti di semina delle trotelle e concordando la quantità destinata all’accrescimento nelle vasche esterne dell'impianto.