Semina delle trotelle nelle acque del territorio

Le immissioni di trote che meglio si conciliano con i presupposti di una gestione naturale sono quelle praticate con individui allo stadio giovanile. Tali interventi permettono di ovviare alla scarsa riproduzione spontanea delle trote, dovuta a fenomeni naturali (movimenti di frana, piene improvvise durante il periodo riproduttivo) o artificiali (eccessiva pressione di pesca, ostacoli alle migrazioni, alterazioni dei fondali). Questa forma di ripopolamento è la più efficace e meno onerosa, che raggiunge massima resa calibrando i quantitativi da immettere in base alle reali capacità ittiogeniche dei vari corsi d'acqua. L'accrescimento delle piccole trote in ambiente naturale è inoltre garanzia di rusticità, in quanto sono ancora poco condizionate dalla breve vita trascorsa in allevamento, nonchè alta probabilità di successo riproduttivo al raggiungimento della maturità sessuale (2-3 anni di età).

Le trotelle hanno ormai raggiunto una taglia di 4-6 centimetri e il peso di 1-2 grammi. Sono passati più di 4 mesi dalla schiusa delle uova, periodo interamente trascorso nella semi-oscurità dell'incubatoio, ed ora verranno liberate nei fiumi e torrenti giudicati idonei ad ospitare pesciolini così esigenti in termini di qualità e temperatura dell'acqua. I mesi tardoprimaverili (maggio e giugno) garantiscono condizioni ottimali per effettuare le operazioni di semina. I livelli idrici si sono teoricamente stabilizzati dopo le piene invernali, inoltre con il definitivo arrivo della bella stagione l'ecosistema acquatico offre cibo in abbondanza per un adeguato sostentamento della moltitudine di trotelle. Per il trasporto si utilizzano speciali vasche munite di dispositivo ossigenatore alimentato da bombole. Durante i prelievi dall'incubatoio le trotelle vengono quantificate mediante pesatura dei vari contingenti.

Il mezzo di trasporto raggiunge la località di semina, atteso dalla squadra di volontari che libererà le trotelle in piccoli gruppi nei luoghi più idonei. Si prediligono i sottoriva con acqua corrente poco profonda e fondo ciottoloso, che offra immediato riparo dalla luce e protezione dai predatori. Salvo importanti eventi metereologici le piccole trote avranno modo di ambientarsi e iniziare a nutrirsi con piccoli organismi bentonici, distribuendosi uniformemente lungo il corso d’acqua e colonizzando anche i tratti inferiori. Dal 2003, dopo la ristrutturazione e l'ampliamento dell'incubatoio, reso possibile grazie alla collaborazione tra Provincia di Pesaro Urbino, Provincia di Ancona e Comune di Cantiano, le trotelle prodotte vanno a ripopolare molti corpi idrici vocati a Salmonidi delle due province marchigiane, un vasto territorio delimitato a nord dal bacino idrografico del fiume Marecchia e, a sud, da quello dell'Esino.